Quando la lotta paga.
Operai in piazza a Genova: Arcelormittal ritira gran parte dei provvedimenti contro i lavoratori.
Genova, Mercoledì 11 Novembre 2020, un corteo operaio, partecipato e deciso, promosso dalla Fiom degli operai dell’Acelormittal di Cornigliano ha attraversato le vie del centro ed è andato a protestare davanti alla Prefettura, per chiedere a gran voce l’intervento del governo sulla decisione della fabbrica Acelormittal di sospendere 250 operai e licenziarne altri 3, questi ultimi con la motivazione di aver tenuto comportamenti scorretti verso l’azienda. Alla manifestazione operaia hanno partecipato anche operai e dipendenti di ditte come Leonardo, Fincantieri, Ansaldo Energia e di tutto il complesso industriale genovese, a dimostrazione che la classe operaia genovese è unita e compatta e respinge la logica delle sospensioni e dei licenziamenti in qualsiasi fabbrica avvenga. Il corteo si è snodato per la città, aumentando di partecipanti col passare del tempo ed è giunto davanti alla Prefettura presidiata da ingenti forze dell’ordine. La tensione era molto alta e palpabile, e i poliziotti schierati a difesa del palazzo della Prefettura hanno deciso di togliersi i caschi, come per dare un segnale di distensione verso i lavoratori. Un gesto apprezzato dagli operai che ha riscosso l’applauso dei lavoratori. Un gesto ancor più significativo, perché avvenuto in una città che ancora porta i segni delle violenze poliziesche del G8 del 2001 e delle violenze del 2019, quando fu brutalmente attaccato un corteo antifascista (proprio nella piazza attigua a quella dove ha sede la Prefettura genovese) che protestava contro un comizio elettorale di Casa Pound. L’incontro in Prefettura dei rappresentanti sindacali si è concluso con il ritiro da parte dell’azienda di tutte le 250 lettere di sospensione e uno dei 3 licenziati, precisamente l’operaio Luigi Guadagno, è stato reintegrato al lavoro, dato che denigrare il direttore dell’azienda su Whatsapp non è risultato, alla fine, giustamente, meritorio di licenziamento. Restano in vigore ancora i licenziamenti per gli altri 2 operai genovesi, accusati di aver arredato la sala mensa senza autorizzazione aziendale, e su di loro l’azienda è stata irremovibile, facendosi forte su una denuncia penale in corso che non si è ancora espressa. Ma la Fiom ha annunciato che aiuterà e fornirà i legali necessari per difendere i 2 operai e continuerà a sostenere nelle sedi appropriate che il licenziamento, anche in questo caso, è una esagerazione aziendale. Dall’incontro il governo, nella persona del ministro Stefano Pattuanelli, dava appuntamento il giorno seguente a Roma alle organizzazioni sindacali per essere aggiornati dal governo sulla situazione della vertenza tra l’azienda e il governo circa il futuro di questa importante azienda. La richiesta di questo incontro non si è avuta solo da parte degli operai genovesi, anche da Taranto è arrivata una richiesta simile da parte dei sindacati. Anche a Taranto un operaio iscritto alla Fiom è stato recentemente licenziato, preso come capo espiatorio di un incidente avvenuto nello stabilimento di Taranto il 21 Ottobre scorso nel reparto DBS/2. La Fiom ha preso le sue difese e ha denunciato la totale insicurezza degli impianti. In questo caso il licenziamento non è stato ritirato e si aspetta che si concluda l’inchiesta sull’incidente e si svolga il processo. La Fiom si è pronunciata nel fornire il supporto legale e nel denunciare la mancanza di adeguata sicurezza negli impianti tarantini.
La manifestazione di Genova dimostra ancora una volta che, al di là dei singoli casi, quando la classe operaia scende in campo è possibile raggiungere obiettivi importanti. Quello che teme di più l’attuale potere borghese dominante è quando scende in campo la massa organizzata della classe operaia, poiché nella storia ha dimostrato di essere l’unica forza in grado di rovesciare il tavolo del circo della politica e metter al centro i bisogni dell’uomo e del cittadino lavoratore.
Circolo Culturale Proletario di Genova
Novembre 2020